Sulle aperture domenicali dei negozi
Commenta Dalla Nuova Venezia di domenica 15 gennaio 2012 Negozi, apertura domenicale “al veleno” di Marta Artico
Oggi il Valecenter rischia la multa, i centri commerciali di Mestre no. Allo studio una «class action» contro il Comune. I giudizi positivi dei clienti: «Così fare la spesa diventa più comodo. Spiace per i commessi, ma per noi è più facile fare acquisti». L’allarme dei sacerdoti: «La famiglia rischia di perdersi»
Nel 2007 il direttore della Pastorale degli Stili di vita, don Gianni Fazzini, aveva lanciato la campagna: «Spesa di domenica? No grazie» con la quale si invitavano i fedeli a “boicottare” i centri commerciali e dedicarsi a passatempi all’aria aperta piuttosto che rimanere in famiglia. Un appello però, che non è stato accolto in pieno, nonostante nello spirito, le parrocchie fossero d’accordo.
«Il problema – spiega il sacerdote e parroco di Altino – è duplice, da una parte c’è il fatto che così facendo si svuota la città con i sui ritmi e i suoi tempi, causando un grave danno anche sotto il profilo umano». «C’è poi da dire – prosegue – che abbiamo diritto e bisogno del riposo: va recuperato il senso del sabato ebraico. Ci si deve fermare per guardarsi attorno, andare in un museo piuttosto che stare a contatto con la natura, il tema del riposo, strettamente spirituale, non è secondario. Significa staccare dall’attività lavorativa, fermarsi dal fare bottega, dal vendere e pure dall’acquistare».
L’importante – prosegue – è vivere il riposo, dedicandosi ai rapporti umani piuttosto che a contemplare i fiori di un prato, in un centro commerciale si trovano al massimo quelli di plastica». «Quello che facciamo qui ad Altino – aggiunge – è proprio offrire momenti di relax ai mestrini, basta pensare al Centro Le Vie, alla possibilità di affittare bici. Abbiamo il bragozzo e a città sepolta».
Anche sul sito del nostro giornale più di qualcuno si trova sulla stessa lunghezza d’onda di don Gianni: «La domenica si riposa – commenta Maria Filippini – basta stress da lavoro e basta stress da shopping». «Perché allora – domanda Carlo Destro non tenere aperti tutti i servizi pubblici?».
«Da una parte – ragiona il direttore di Gente Veneta don Sandro Vigani – le aperture sono necessarie, specialmente per chi lavora. Dall’altra è evidente che le grandi catene commerciali sono diventate le nuove piazze, i nuovi centri di aggregazione della gente che una volta andava invece a trovare i parenti e gli ammalati all’ospedale e ciò non so se sia ecologico, se faccia cioè bene all’uomo e alla persona».
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Nel 1913, il 20% della popolazione mondiale era mediamente undici volte più ricco del 20% più povero; nel 1960, il rapporto era di 30 a 1; nel 1998, di 86 a 1. E la forbice continua ad allargarsi… I ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. È il modello di crescita e di sviluppo che deve essere completamente rivisto.
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