La Carta di Altino
Commenta “La Carta di Altino”, percorso per un nuovo stile di vita di Marta Artico da “La Nuova Venezia” del 28 ottobre 2011
Altino. E’ stata presentata nei giorni scorsi quella che è stata battezzata “La Carta di Altino”. In un luogo che trasuda storia e sta restituendo oggetti che parlano di una civiltà presente da qualche migliaio di anni, è sorto un gruppo che ha pensato di stendere una Carta che con dodici “parole chiave” delinea un percorso verso un nuovo “Stile di Vita”. Nel sesto secolo dopo Cristo gli “Altinati” decisero con coraggio e pure un pizzico di chiaroveggenza, di abbandonare il sito e di costruire una nuova città che avesse futuro e nacque in questo modo la Serenissima Repubblica di Venezia. I promotori de “La Carta di Altino” si rifanno ai loro ”avi”, non intendono certo emulare gli antenati, ma hanno deciso di leggere la crisi economica e culturale oggi dirompente, come una chiamata ad avventurarsi verso un nuovo modo di vivere personale e collettivo caratterizzato da nuovi stili di vita riassunti appunto nella Carta. Quali? Le dodici parole sono “benevolenza, diversità, condivisione, accoglienza essenzialità, benessere, interiorità-spiritualità, cambiamento, uso del tempo, memoria, radicamento territoriale, sostenibilità ambientale”. Parole ovviamente da mettere in pratica attraverso iniziative concrete. «La presenza di un gruppo folto ed interessato – spiega il parroco di Altino don Gianni Fazzini responsabile della Pastorale degli Stili di vita – ha permesso di costruire un programma di azioni che renderanno concreto questo cammino collettivo». La vivace edizione de “La Fiera Inconsueta”, mostra del Biologico e del Sociale, è stata la festosa cornice della giornata. Il primo appuntamento ufficiale è per sabato 12 novembre con l’artista Pietro Barbieri, il pittore veneziano che fa emergere le figure dalla luce. La Carta ha anche un gruppo su Facebook, dove sono spiegati gli intenti, il perché è nata e cosa si prefigge.
La Carta di Altino
L’inizio
Altino: il luogo dove le COSE accadono.
Un gruppo di persone
Ci siamo ritrovati ad Altino con una intuizione comune: vorrei che Altino diventasse il luogo in cui… Questo LUOGO è capace di far nascere sogni: solo individuali o anche collettivi? E’ questo il primo passaggio impegnativo. Riusciremo a scoprire il denominatore comune fra chi coltiva dei valori e chi persegue delle buone pratiche? Reimparare a stare insieme nell’ascolto, nella moderazione della propria espressione, nella passione di costruire un NOI capace di proporre.
Un luogo
Non sarebbe la prima volta che un luogo dimenticato e marginale diventa il cuore di QUALCOSA. Questo luogo ha restituito oggetti che parlano di una civiltà alta, presente qui da qualche migliaio di anni. Questo luogo custodisce una città sepolta che attende di essere rivisitata. Questo luogo emana un’ENERGIA che vogliamo ascoltare. Ma Altino non è solo archeologia, è anche ambiente naturale conservato intatto che è possibile incontrare, guardare, sentire, amare. E’ storia di un ambiente rurale che ha vissuto la rinascita della bonifica.
Un cammino
Forse ci siamo messi insieme proprio perché tutto questo l’abbiamo percepito e abbiamo condiviso il desiderio di ricordare e di guardare avanti. Questa COSA che ci è accaduta ad Altino ci apre un cammino verso nuovi STILI DI VITA. Scriviamo per fissare gli elementi già condivisi e per mostrare con semplicità le linee a chiunque volesse unirsi a questa ricerca, qui o in qualsiasi altro luogo ove si trovi. Consideriamo questo testo come la prima pietra della CARTA di ALTINO che si svilupperà a seconda delle esperienze che riusciremo a vivere e condividere.
La Carta
Qualcuno all’inizio si è chiesto: stiamo pensando ad una carta d’identità? Non corriamo il rischio che ci scambino per una carta stradale? Se la chiamiamo la Carta di Altino, magari si capisce che vale solo per chi vive qui, o abita questo territorio o pensa questo ambiente.
Ma possiamo invece spiegare che ha un nome semplicemente perché è nata in un luogo e tuttavia i principi esposti non sono limitati a questo luogo, possono accomunare anche altri luoghi, altre persone e concretizzarsi in analoghe o diverse proposte ed esperienze.
In fondo, abbiamo pensato ad una carta:
- per costruire identità
- per avere una mappa con la quale orientarsi
- per offrire anche ad altri la possibilità di entrare e sperimentarsi
- per stabilire degli impegni
- per lasciarci clonare
Le Parole Chiave
Benevolenza
Benevolenza significa volere il bene di ogni essere umano, di ogni creatura, di ognuno di noi.
Praticare la benevolenza è un atto di coraggio e di costanza.
Diversità
Tutti gli uomini e le donne sono portatori di punti di vista diversi, per origine, genere, provenienza, convinzioni, fede, appartenenza.
La diversità è un valore.
Tutte le cose possono essere viste da punti di vista diversi.
Condivisione
La condivisione è uno spazio dove realizzare il contatto tra diversi, nel rispetto reciproco, con l’atteggiamento positivo di avvicinarsi ad una scoperta.
E’ necessario coltivare l’umanità nelle relazioni tra le persone.
Accoglienza
L’accoglienza degli altri è un atto quotidiano che va oltre le diversità.
Gli altri sono un valore.
Gli altri ci consentono di sviluppare la dimensione del noi.
Essenzialità
L’essenzialità è acquisire la capacità di distinguere l’essenziale dal superfluo, affrontando con sobrietà le sollecitazioni della società che ci circonda.
Essenzialità è non rinunciare a nulla ma limitare tutto, riscoprendo un vivere semplice attraverso azioni, comportamenti e buone pratiche.
Benessere e salute
La promozione della salute va intesa non come semplice assenza di malattia ma come stato di completezza e benessere della persona che vive in armonia con se stessa, con l’ambiente e con gli altri.
La realizzazione del benessere è la capacità di tener fuori di noi quello che ci nuoce e nutrirci di ciò che ci fa bene.
E’ un concetto allargato di salute che si espande fino ad includere l’accettazione della malattia, della diversità fisica, della morte, delle molte stagioni della vita.
Interiorità / spiritualità / personalità
Lo “stare al mondo” di ciascuno è retto da principi e valori che strutturano la nostra personalità e sono la base della nostra visione del futuro e del nostro contribuire alla sua creazione.
La meditazione, la riflessione, il lavoro, la preghiera, il dialogo, il silenzio, le parole possono essere strumenti per conoscere se stessi e gli altri e per rinforzare la nostra dimensione interiore.
Cambiamento
Il cambiamento deriva dalla ricerca, dal mettersi in discussione.
Ha come presupposto un’educazione all’apertura, sia per gli adulti che per i bambini, nella consapevolezza che i frutti saranno visibili e maturi solo nel lungo periodo.
Tempo
L’essenzialità richiama ad un uso oculato e consapevole del tempo: è una risorsa preziosa da utilizzare per ciò che durerà, nei giorni che è dato a ciascuno di vivere.
Il tempo ci richiama a chi verrà dopo di noi, ai figli e alle figlie, alle future generazioni.
Memoria
Passato, presente e futuro sono dimensioni della vita di ciascuno e della storia.
Memoria, ricordo e storia sono le fondamenta per progettare il nostro futuro, nella consapevolezza di essere ognuno “pro tempore”.
Il mantenimento della memoria è legato alla narrazione.
Radicamento territoriale
Questo luogo ci ha insegnato la storia, il contatto con la città sepolta, con la natura e con un tempo lento. Può una periferia trasformarsi in un centro?
Radicamento è il contrario di spaesamento.
Sostenibilità ambientale
La sostenibilità ambientale richiede la cura della salvaguardia del territorio, della terra, dell’aria, dell’acqua.
Rientra in questo concetto anche il nostro rapporto con il lavoro, l’energia, la mobilità, l’acqua e il cibo.
Gli impegni
Il principio generale in cui si riconoscono le persone che hanno pensato la Carta è la possibilità di sperimentare NUOVI STILI DI VITA, di farlo grazie all’energia di un luogo e di un gruppo, di fondarlo sulle relazioni che uniscono gli uomini e le donne tra di loro, con la natura e l’ambiente, con la storia e il presente.
Chi si riconosce nella Carta di Altino si impegna a:
¨ usare benevolenza verso ogni essere umano, il creato e noi stessi
¨ riconoscere il valore degli altri e della diversità dei punti di vista
¨ porsi in modo positivo verso l’incontro, lo scambio, il confronto, la condivisione
¨ praticare l’accoglienza
¨ ricercare l’essenzialità
¨ operare per la realizzazione del benessere e della salute
¨ coltivare la dimensione interiore
¨ utilizzare il tempo in modo oculato
¨ sperimentare il recupero della memoria, del ricordo, della manualità, della storia e dell’oggi
¨ mantenere il radicamento nel territorio
¨ promuovere e praticare la sostenibilità ambientale
Chi siamo
Citazione
Un oggetto, anche se non ottenuto col furto, è tuttavia come rubato quando non se ne ha bisogno.
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