Incontrare Gesù e Maria qui, oggi e accoglierli: “Ero forestiero”

Incontro ogni tanto delle persone che fanno pellegrinaggi. L’Europa cristiana è stata fatta da gente che s’è messa in cammino. Ma secondo la mia esperienza, che è anche quella di uno che cammina, chi vuole incontrare dal vivo Gesù e sua Madre non deve necessariamente affrontare un lungo viaggio.

Da oltre tre mesi, quasi ogni giorno, ho la fortuna di incontrare Maria e suo figlio Gesù. Ho incontrato Maria, bambina di circa due anni, con le treccine e la pelle scura. Stava sulle ginocchia di suo padre, che le parlava in una lingua a me sconosciuta. Ho incontrato Gesù in quel bambino di quattro anni che, dopo la prima lezione di italiano, mi ha salutato con un ‘ciao!’ sorridente e squillante.

Ho incontrato la famiglia di Nazaret una ventina di volte, in quelle famiglie partite da Paesi lontani con una speranza di lavoro e ora profughe in terra straniera. Ho visto l’adolescenza di Maria, deformata da dure esperienze, in quella ragazza che è fuggita di casa a tredici anni e ora – a diciotto – porta negli occhi il terrore delle bombe, del deserto, del mare in tempesta. Ho visto emergere il volto operaio di Gesù in quell’elenco di professioni artigiane che si allunga a ogni nuovo gruppo di profughi: Gesù carpentiere, Gesù imbianchino, Gesù decoratore, Gesù tappezziere, Gesù piastrellista, Gesù costruttore di ringhiere e cancelli.

Ho incontrato Maria piangente in quella madre nigeriana che nei bombardamenti ha perso un figlio piccolo. Ho guardato l’occhio tumefatto di un giovane liberiano ed era la stessa vistosa ferita dell’uomo della Sindone. E le donne cristiane col volto di Maria hanno attraversato il Mediterraneo tenendo stretto il libro dei canti e poi li hanno eseguiti davanti a me, come una dolorosa preghiera, durante la Messa domenicale. E i giovani neri col volto di Gesù hanno con sé il libro dei Vangeli, in caratteri minuti, e accompagnano le citazioni col numero del capitolo e del versetto.

Come potreste mettere in dubbio che quelli da me incontrati erano veramente Gesù e Maria? Ma non occorre che le autorità della Chiesa mettano un timbro ai miei incontri e alle mie visioni, perché la parola di Gesù è già chiara: «Ero forestiero e mi avete ospitato». E non solo con un pasto e una coperta, ma con la condivisione dei beni essenziali, come si fa con dei fratelli. E se riuscite a mettermi il dubbio e far dire anche a me: «Quando mai ho accolto Gesù come fratello e non come straniero?», la risposta c’è già: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatta a me».

Perché, poi, tutte le rivelazioni private della Vergine, accettate come legittime devozioni della Chiesa, possono essere lette come storie di accoglienza, incoraggiamento ai generosi di sé e delle proprie risorse perché lo siano di più, richiamo ai privilegiati perché rompano le loro chiusure. «Riconoscete dignità ai contadini poveri!», ha detto la Vergine – a Genova – ai tempi di Benedetto Pareto. «Proteggete dalla violenza le donne indifese», ha detto ai tempi di Giannina di Caravaggio. «Occupatevi dei malati e degli analfabeti!», ha continuato a Lourdes. «Salvate la vita dei bambini a rischio!», ha ripetuto a Fatima.

Cerchiamo pure delle scuse per non accogliere questi appelli, ma quando il Giudice dirà: «Ero forestiero e non mi avete accolto», non crediamo di poter rispondere, come devoti addormentati: «Quando mai ti abbiamo visto pellegrino o straniero e non ti abbiamo accolto?», perché lui risponderà: «Ogni volta che non avete accolto uno di questi miei fratelli più piccoli, non avete accolto me». Il resto lo sappiamo.

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  • Accogliere Gesù e Maria vuol dire scegliere di vivere di amore,ma anche di contrasti.

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