LA RECENSIONE DI GENTE VENETA SULLA FESTA DEL CREATO

L’articolo di Silvia Conte tratto da Gente Veneta sulla Festa del Creato
Se è vero quello che dice don Gianni Fazzini, incaricato della Pastorale degli Stili di Vita, circa la Festa del Creato, e cioè che si tratta di “una nuova modalità pastorale”, allora per raccontarla ci vorrebbe un modo nuovo.

E così ci troviamo, lasciando spazio alle immagini e dando voce a chi c’era ad Altino domenica 4 ottobre. Ciò che colpisce di questa giornata non è solo il contenuto in termini di conferenze, documenti, approfondimenti sul tema “Noi e
cambiamenti climatici”, quanto piuttosto l’esperienza vissuta in prima persona, da protagonista, da ognuno dei circa 500 partecipanti tra bambini e adulti, provenienti da tutta la diocesi, a partire dalla celebrazione eucaristica del mattino, seguita dal pranzo condiviso, dalle attività nei gruppi e dal momento di preghiera ecumenica conclusivo.

Esperienza vissuta in pienezza con tutti e cinque i sensi, anzi, come scopriamo
partecipando ai lavori di gruppo nelle tende, anche con il “sesto senso”…

La quinta edizione della Festa del Creato conferma la capacità di “fare rete” della Pastorale degli Stili di Vita: durante la festa i responsabili dei diversi uffici pastorali diocesani hanno presentato le proprie iniziative e in particolare il Pellegrinaggio ad Assisi dei ragazzi; ci sono alcune parrocchie che hanno
partecipato in massa alla giornata; c’è anche una Scuola dell’Infanzia di Mestre che ha proposto questa domenica speciale ai bambini, con un ottimo riscontro
da parte delle famiglie; ci sono persone di associazioni e movimenti diversi, accumunate dalla sensibilità per la sostenibilità dello sviluppo; cristiani di altre confessioni, coinvolti dalla proposta ecumenica; ragazzi dell’Anfass di Mestre
e Marghera con i volontari; i giovani della coop. Sociale Qualità che gestiscono “Le Vie”; c’è il coro della parrocchia della Beata Vergine del Carmelo
per animare il momento di preghiera; un gruppo di ragazzi afgani della comunità di Mestre che insegna ai bambini a costruire e far volare splendidi aquiloni. E l’elenco potrebbe continuare.

«Fare rete è fondamentale perché – continua don Gianni – se gli stili di vita rispettosi del creato da individuali diventano collettivi, possono far cambiare le politiche ai governanti ».

La parola ai partecipanti. Il denominatore comune nei gruppi è la consapevolezza di quanto sia necessario cambiare il proprio stile di vita in modo
da vivere in armonia con il creato, come ha insegnato san Francesco di cui ricorre la festa. Nei gruppi sei esperti – Gianni Tamino, Giuliana Martirani,
Padre Adriano Sella, Anna Urbani, Adriano Barbi, Ezio Da Villa – stimolano il confronto e approfondiscono la riflessione: l’utilizzo indiscriminato e irresponsabile delle risorse di Madre Terra ha portato allo stravolgimento
climatico.

Per recuperare un rapporto equilibrato si può partire da piccoli gesti quotidiani.
«Riattivare i sensi è come aprire delle finestre sul mondo», racconta Ludovica. «Oggi si tende a gustare meno, a percepire meno gli odori; sottoposti
come siamo ad un continuo brusio di sottofondo anche l’udito è poco valorizzato. In una realtà spesso “virtuale” il tatto sembra passare in secondo piano.
La vista è il senso più sollecitato, anche troppo, perciò prevale sulle altre percezioni che sono come ovattate. Per recuperare queste dimensioni la
Fede, la pratica cristiana ci aiuta, educandoci con il digiuno o con il silenzio».

Grazie all’attività svolta con “Teatro Immagine” e “Ilventointasca”, la riflessione
sui sensi è partita dall’esperienza del corpo, dalla percezione di sé in relazione
alla natura e agli altri. «Riscoprire il linguaggio del corpo, le vibrazioni che diversi suoni provocano in ciascuno di noi, cercare il contatto con le cose, le
persone, la natura aiuta a cambiare il proprio punto di vista su di sé e sul mondo», racconta Anna. Roberto si chiede come fare a cambiare, da dove
partire. Nel suo gruppo lo spunto viene dal senso dell’olfatto: riscoprire i profumi delle cose fatte secondo natura è già un primo passo, come quello dei dolci fatti
in casa. L’invito ad esempio è quello di trovare il tempo di stare con i bambini
per fare insieme i dolci per riscoprire il gusto di ciò che è genuino.

Il Gruppo Domenica. Al momento della merenda tra i tanti volti spicca
il sorriso di Riccardo: sarà perché è alto 1,95 o perché oggi pomeriggio è particolarmente felice in compagnia dei ragazzi del Gruppo Domenica? Con
altri giovani volontari ogni domenica pomeriggio accompagna in gita in furgone un gruppetto di ragazzi dell’Anfass di Mestre e Marghera: e questa festa
ormai è una tradizione. Cinzia racconta che ogni tanto pubblicano anche un giornalino “ad uscita casuale”, mentre Matteo ci spiega che ci sarebbe in progetto di fare un calendario con le foto più belle delle loro gite. Alfonso, Marialuisa, Fabio sorridono, mentre Andreone è troppo occupato a gustarsi
una fetta di torta al cioccolato. Per chi volesse saperne di più: Riccardo cell. 348.0373977.

I Ragazzi della Comunità Afgana. C’è uno stand speciale per i bambini, dove un gruppo di ragazzi della comunità afgana di Mestre insegna a costruire gli aquiloni. Hamed Mohamad Karim, che ha 20 anni, è il responsabile della Comunità afgana in Veneto e ci racconta che questa è la comunità più giovane in Italia perché sono per la maggior parte minori quelli che arrivano. La comunità afgana cerca di creare il maggior numero di occasioni di integrazione e di conoscenza con gli italiani, puntando sulla convivialità, sulle piccole occasioni di incontro per far conoscere la cultura afgana, le tradizioni, la musica, la cucina.
E mentre le figure colorate volano in cielo, i bambini imparano che l’Afganistan è il paese degli aquiloni, e non più delle bombe. Per chi volesse saperne di
più: Hamed cell. 327.8103917.

Il Centro “Le Vie” e la coop. Qualità. La Festa del Creato è anche l’occasione per fare il punto sul progetto de “Le Vie”, nato dalla Cooperativa Sociale Qualità per promuovere ad Altino attività di tipo ricreativo, culturale, naturalistico secondo
un modello di sostenibilità. E’ partito un ciclo di serate di degustazione dei prodotti organizzata con i fornitori stessi del ristorante “Le Vie”: il prossimo
appuntamento sarà con il pesce biologico di Val Dogà di Portegrandi, il 28 novembre. S a r a Heinz, che segue direttamente “Le Vie”, spiega che è stato aperto il nuovo bar, che offrirà anche servizio di piccola cucina e di book-shop specialmente per le scuole che visitano il museo e che perciò sarà aperto indipendentemente dal ristorante. Per chi volesse saperne di più: Centro Le Vie 329.4645230 www.leviealtino.it.

La preghiera ecumenica. La giornata termina con il momento di preghiera ecumenica presieduto dal Pastore Battista Paolo Brancè durante il quale adulti e bambini condividono le scoperte della giornata, illuminate dalla Parola di Dio che
invita a “nascere di nuovo” (GV 3,1-8).

E’ il momento dei saluti, si riparte, ma in bocca rimane il gusto della buona giornata condivisa… e dei biscotti preparati dai bambini.

Silvia Conte

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