PAPA RATZINGER HA PROCLAMATO IL NUOVO VESCOVO DI BOLZANO BRESSANONE
Commenta Don Karl Golser, già membro della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita è il nuovo vescovo che succede a Mons. Egger alla guida della diocesi di Bolzano Bressanone. I nostri più cari auguri al nuovo Vescovo!
Ieri Benedetto XVI ha nominato il nuovo vescovo di Bolzano Bressanone.
Si tratta di Karl Golser, docente di teologia morale presso lo Studio teologico accademico di Bressanone e presidente dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale. L’annuncio è stato dato, in contemporanea con la Sala stampa della Santa Sede, presso il Centro pastorale di Bolzano dall’amministratore diocesano, monsignor Josef Matzneller.
« Cristo nostra pace » è il motto del nuovo vescovo, che in un messaggio alla diocesi ha fatto sapere di essersi ispirato a un passaggio del secondo capitolo della Lettera agli Efesini (Ef 2,13- 22) per la scelta. «Con questo motto vorrei sottolineare che è necessario riferirci di più alla nostra identità cristiana – ha spiegato Golser –. Dobbiamo crescere e diventare fortificati in questa identità, soprattutto nel contesto postmoderno di un pluralismo di concezioni del mondo. Dovremmo essere capaci di essere testimoni di Cristo ».
Il pensiero, poi, è andato al suo predecessore alla guida di Bolzano-Bressanone, monsignor Wilhelm Emil Egger, scomparso improvvisamente lo scorso 16 agosto: « Il compianto vescovo Wilhelm, che io ho stimato molto e col quale ero unito in un legame di amicizia e di mutua confidenza – scrive Golser –, aveva scelto come motto la parola greca ‘Syn’, ‘insieme’. Intendo il mio motto in continuità col motto ‘Syn’. Insieme vogliamo contribuire all’edificazione della Chiesa, fondata sugli Apostoli. Ed è Cristo che ha abbattuto tutti i muri che dividono gli uomini, quindi vorrei invitare tutti a essere collaboratori in questa costruzione del tempio santo nel Signore, che è la Chiesa.
Intendo con questo ‘insieme’ tutti i gruppi linguistici presenti sul nostro territorio, compresi anche coloro che negli ultimi anni vi sono immigrati ed ora vogliono convivere in pace con noi ».
Karl Golser, nato il 16 maggio 1943 a Cermes è stato ordinato sacerdote il 10 ottobre 1968 a Roma, dove ha collaborato per un periodo di cinque anni dal 1977 al 1982 con la Congregazione per la dottrina della fede, anche sotto la guida del cardinale Joseph Ratzinger. Dal 1982 Golser è stato professore di teologia morale allo Studio teologico accademico di Bressanone, dove si è impegnato per molti anni come decano e prodecano. Dal 1997 ha l’incarico di direttore dell’Istituto per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato a Bressanone e quello di cappellano della Delegazione Bolzano-Alto Adige del Sovrano ordine equestre di Malta. Impegni in continuità con i quali il nuovo vescovo di Bolzano Bressanone ha annunciato di voler vivere il proprio nuovo ministero: già ieri, infatti, Golser si è recato alla «Casa di Gesù», istituto di cura per disabili, dove ha visitato gli anziani e i malati, è andato poi anche alla « Casa Sant’Anna », una casa di riposo per sacerdoti pensionati. E in serata ha voluto tornare nel Duomo di Bressanone per visitare la tomba di Egger, davanti alla quale si è fermato in preghiera. Nel primo messaggio alla diocesi Golser rivolge il suo primo saluto non solo all’amministratore diocesano e ai collaboratori di curia, ma « soprattutto a tutti i fedeli della diocesi, sorelle e fratelli nella fede, ai sacerdoti e ai religiosi, agli anziani e ai malati ». Golser, poi, nel messaggio si rivolge alle minoranze ladine con la loro lingua, benedicendole e chiedendo loro di ricordarlo nelle loro preghiere. In tedesco, quindi, si rivolge a tutti i sacerdoti ricordando loro il valore di sentirsi sempre uniti nel collegio sacerdotale, del quale si fa parte in virtù dell’ordinazione. Il vescovo, scrive Golser, deve essere « padre spirituale », ma « forse ancora di più: l’amico paterno di tutti i preti » . E proprio a questi ultimi lancia l’appello a curare la collaborazione con tutti i laici, soprattutto le donne, « i vicini, i lontani, quelli impegnati per il Regno di Dio ». Infine un apprezzamento, in italiano, Golser lo rivolge « ai rappresentanti dei media », invitandoli a « non soffermarsi soltanto ai titoli », coltivando un « clima di serena fiducia reciproca ».
Martin Pezzei da Avvenire del 6 dicembre 2008
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“Beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli”‘. Questa beatitudine non significa andarsi ad aggiungere ai tanti poveri che la società ha creato! Gesù non vuole che noi diventiamo poveri, ma vuole che noi eliminiamo la povertà! Vuole che i “poveri per lo Spirito”, cioè tali per una decisione volontaria, eliminino la radice dell’ingiustizia e abbassino il proprio livello di vita per permettere ad altri di innalzarlo; questi sono beati perché Dio si prende cura di loro.
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