CAMMINO AL MATRIMONIO
Commenta Si è concluso ad Altino l’itinerario di formazione al matrimonio, ecco il libretto e le conclusioni:
Cosa butto via
Cosa lascio lì
Cosa mi porto a casa
Ecco il percorso del “Cammino per Fidanzati” del Vicariato di Favaro Altino passo dopo passo . Gli incontri si sono svolti presso la parrocchia di S. Pietro a Favaro
PRESENTAZIONE E CONOSCENZA
Lo stemma araldico: è un modo per presentare noi stessi agli altri e cominciare a guardarci.
Immaginiamo lo stemma della nostra famiglia, suddiviso in quattro parti, e proviamo a rappresentare:
il nostro incontro
LUI descritto da lei
LEI descritta da lui
il nostro progetto per il futuro.
E’ vietato usare parole, solo disegni!
Alla fine, scriviamo una frase che esprima ciò che sentiamo.
Poi ogni coppia ha descritto il proprio stemma, è stato come elevare a una vera nobiltà, quella autenticata dall’essere insieme, le storie di ognuno.
“il mio sole…”
“la mia stella …”
“non mollare mai”
“uniti, insieme, per sempre…”
Ci è rimasto in mente questo “per sempre”, la gioia di iniziare oggi un unione che durerà proprio per sempre.
LA FELICITÀ
Sul pavimento un grande foglio bianco, al centro una parola:
FELICITÀ
Quali parole ci vengono in mente, così, di getto, pensando alla felicità?
Sono state scritte sul foglio e poi, fra queste, abbiamo cercato di individuarne solo cinque significative per ciascuna coppia e metterle in ordine di priorità.
Nei gruppi
Ci siamo divisi in tre gruppi. In ogni gruppo ogni coppia ha presentato la sua “classifica” spiegandone i motivi. Abbiamo definito un ordine valido per tutto il gruppo.
Tutti insieme
Alla fine, dai tre gruppi è scaturito questo ordine:
AMORE
FAMIGLIA
RISPETTO
FIGLI
SALUTE
Questi sono i “valori” che noi poniamo per primi nella nostra vita. Ma chiediamoci cosa significa la parola VALORE…
La samaritana incontra Gesù (Gv 4,1-42)
LA LIBERTÀ
Il progetto di Dio (Genesi 2,18-25)
Nei gruppi
Siamo davvero liberi nella nostra ricerca di felicità?
Proviamo a pensare alle nostre famiglie d’origine: cosa ci piace e cosa vorremmo cambiare? Quanto ci sentiamo legati, condizionati e come
sentirci liberi di realizzare la nostra famiglia così come noi due siamo e desideriamo essere?
Cosa significa “libertà” per noi e cosa significherà per i nostri figli?
Proviamo ad immaginare noi stessi come genitori: riusciremo ad essere NOI, diversi dai nostri genitori, capaci a nostra volta di vedere nei nostri figli la loro originalità di persone?
Tutti insieme
Ognuno dei tre gruppi propone una sintesi degli aspetti più significativi emersi durante la discussione.
Le situazioni delle coppie rispetto alla famiglia d’origine sono eterogenee ma, in generale il legame è ancora forte.
E’ importante coltivare:
l’affettività verso sé stessi, verso o sposo o la sposa: è questa che rivela i nostri sentimenti, è il terreno buono nel quale un genitore crescerà i suoi figli
il rispetto di sé stessi e del proprio spazio, per esempio nei confronti dell’invadenza di altre persone
la verità di noi stessi, nella nostra bellezza e nel nostro limite, che vanno riconosciuti e accettati entrambi per costruire l’armonia della nostra famiglia
LA VOCAZIONE
Marco 10,17-22
Una breve riflessione…
Gesù cammina davanti a noi… noi stessi siamo una coppia in cammino.
Il giovane di cui parla il vangelo non si pensava in cammino e non è capace di ri-scegliere la nuova meta che Gesù gli propone.
Qualche elemento da considerare:
il cammino
la proposta di Gesù
qualcosa nella nostra vita ci fa capire che siamo “chiamati”…
la nostra scelta la possiamo considerare definitiva e ci sentiamo chiamati a risceglierla?
il nostro è un amore sentito o un amore scelto?
a cosa è chiamato il nostro incontro?
Nei gruppi
Come ci siamo incontrati, come ci ha chiamato la vita? Ricordiamo lo stemma araldico disegnato il primo giorno…
Quali sono i nostri punti di forza e quali, invece, le nostre debolezze?
Cosa provo per te e cosa ci conferma nella nostra scelta?
Il nostro amore non è un caso, un incontro fortuito, ma un progetto su di noi al quale adesso, consapevoli, rispondiamo Sì.
Tutti insieme
Riepilogo a cura ci ciascun gruppo.
IL NOSTRO PROGETTO: LA CASA E IL TEMPO
Due coppie disegnano la pianta della propria casa, descrivendo le loro aspettative e i loro progetti.
Altre due coppie hanno descritto come impiegano il loro tempo: ognuno singolarmente ha disegnato un grande orologio dove ogni spicchio rappresenta il totale delle ore che ogni settimana dedica a lavoro, casa, stare insieme, cura personale, riposo, sport, svago…
Nei gruppi
Ogni coppia ha le sue abitudini e i ritmi di vita propri ma il tempo è quasi sempre poco. C’è un orientamento al futuro, a quando ci saranno dei figli e i ritmi della famiglia saranno diversi…
Tutti insieme
Le coppie “mature” fanno una sintesi del lavoro in gruppo:
attenzione al lavoro che spadroneggia sulla maggior parte del nostro tempo e ci può inghiottire
è importante ricavare un po’ di tempo per sé stessi
pensiamo a un possibile impiego delle nostre risorse anche verso gli altri, in una prospettiva di comunità e di servizio
Maria di Nazaret
Maria, una giovane non ancora sposata, ha ricevuto un annuncio straordinario. Nel suo stupore, nel suo sentirsi impreparata e senza risorse lei ci assomiglia. Ma lei non è sola: lo Spirito del Signore la accompagna e le suggerisce la via da percorrere, giorno dopo giorno, anche nelle prove più dure. Lo Spirito Santo che guida la nostra vita.
IL NOSTRO PROGETTO: I SOLDI E I FIGLI
Ogni coppia è invitata a pensare e poi a esprimere:
☼ quali valori vogliamo trasmettere ai nostri figli?
☼ quali esperienze vorremmo che facessero?
Ecco le risposte:
sport
autonomia
fede
altruismo
comunità
confronto
lavoro come impegno
soldi come fatica
libertà
rispetto
essenzialità
semplicità
studio
lingue
viaggi
giustizia
che sia sé stesso
che faccia tutte le esperienze che vuole perché dopo sappia distinguere il bene dal male
Sempre in coppia, ragioniamo su un prospetto di bilancio familiare con varie voci di spesa per capire come impieghiamo i nostro soldi.
Nei gruppi
Continuiamo la discussione…
Tutti insieme
Anche questa sera sono le coppie sposate a riepilogare quanto emerso nei gruppi. Concludiamo con una domanda: come pensiamo di trasmettere ai figli i valori che abbiamo identificato all’inizio della serata?
Salmo 127 (126)
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli,
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo che ne ha piena la faretra:
non resterà confuso quando verrà a trattare
alla porta con i propri nemici.
C’È QUALCOSA CHE NON VA?
Ci dividiamo in due grandi gruppi, i ragazzi da una parte e le ragazze dall’altra, per cercare di capire gli uomini cosa mette in crisi le donne e cosa noi uomini e viceversa. Una persona per ognuno dei tre gruppi fa da segretario/a.
Nei gruppi
Ogni segretario/a riepiloga i punti emersi, si ride e si commenta con ironia… il clima è molto simpatico, nonostante si tocchino punti delicati.
Il nocciolo della questione è il conflitto.
Le esperienze della vita e gli anni possono creare situazioni difficili e portare a galla disagi mai affrontati.
1. Non teniamo la testa sotto la sabbia facendo finta di niente, cerchiamo di capire cosa sta succedendo come abbiamo fatto questa sera.
2. Teniamo sempre vivo il fuoco del nostro amore, con l’impegno quotidiano, con gesti – sapremo noi quali… – da non dimenticare.
3. Non rifiutiamo l’aiuto di un amico o di un’amica, di una persona che può capirci alla quale confidare la nostra difficoltà o semplicemente la nostra incertezza.
Tutti insieme
Questa sera abbiamo sfiorato il negativo, la difficoltà. Ma l’amore dell’uomo verso la donna, che è simile all’amore di Gesù verso la comunità, è capace di restituirci la bellezza e di risanarci:
“E voi, mariti, amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola” (Ef 5,25-26)
LA CELEBRAZIONE
Matrimonio a costo zero: è il titolo, provocatorio, di una proposta di festa senza eccessi, semplicemente per mettere al centro la gioia e lo stare insieme.
Le nozze di Cana (Gv 2,1-11)
Nei gruppi
Leggiamo il brano del vangelo e osserviamo il dipinto.
Dove sono gli sposi e qual’è la figura che si vede subito, sebbene in fondo alla scena?
Cosa significa Dio nella nostra vita, che parte ha?
Perché abbiamo scelto di sposarci in chiesa?
Siamo proprio sicuri di non averlo mai incontrato o che questo non possa avvenire? Cosa ci ha portato a questa nostra scelta, oltre all’educazione ricevuta o alle convenzioni sociali?
Tutti insieme
Osserviamo che gli sposi, nel vangelo di Giovanni come nel dipinto delle nozze di Cana del Tintoretto, quasi non vengono menzionati. La figura centrale del racconto è Gesù – e accanto a lui la figura femminile di Maria -, che trasforma l’acqua in vino, cioè colui che rende la nostra vita piena, bella e profumata. Colui che è capace di dare senso allo scorrere dei nostri giorni.
Alla fine aggiungiamo la terza colonna alla tabella dei protagonisti fatta all’inizio della serata: in effetti qualcosa è cambiato…
chi sono i protagonisti del matrimonio e cosa fanno? dopo la discussione cosa cambia?
SPOSI UNIRE >> CELEBRARE
PRETE CELEBRARE >> TESTIMONIARE
TESTIMONI TESTIMONIARE >> RAPPRESENTARE LA COMUNITÀ
GENITORI ACCOMPAGNARE
AMICI FESTEGGIARE
PARENTI PARTECIPARE
FOTOGRAFO FOTOGRAFARE
MUSICISTI SUONARE
CATERING SERVIRE-SFAMARE
INTRUSI PRESENZIARE
DIO CONDURRE
ma anche: BENEDIRE
CONSACRARE
UNIRE
AMARE
INCONTRO DEL PATRIARCA CON I FIDANZATI
A SAN MARCO
Abbiamo partecipato a questo incontro. Com’è andata?
IL RITO DEL MATRIMONIO
Durante questo ultimo incontro vogliamo riflettere su due punti chiave:
1. siamo noi che celebriamo il nostro amore
2. vediamo il nostro amore alla luce di Cristo e della sua parola, la Bibbia
La celebrazione è il momento attraverso il quale manifestiamo il nostro amore, illuminato dall’a luce del Signore, alla comunità. E’ importante che sia VERA, che parli di noi ed esprima ciò che noi sentiamo così come lo vogliamo comunicare.
Possiamo scegliere di disporci in modo diverso dal solito, per esempio non dare le spalle ma guardare l ‘assemblea.
Possiamo farci aiutare dagli amici per le preghiere, la lettura o il canto.
Ma la cosa più importante è la parola di Dio: le letture che noi scegliamo sono quelle che rivelano in modo più profondo il nostro messaggio di fronte a una comunità capace di ascoltare.
Scegliamole con attenzione, facciamoci aiutare se necessario.
Abbiamo letto insieme varie formule della liturgia del matrimonio.
Se siamo insieme è perché qualcuno ci ha fatto incontrare, qualcuno che ci vuole bene e ci aiuterà nella nostra vita di sposi, ci darà forza.
Ecco perché diremo “Sì, con la grazia di Dio, lo voglio.”
E non ci spaventi quel “per sempre” perché questa prospettiva è connaturata nell’animo umano: chi sarebbe portato a pensare a un “ti voglio bene fino a…”?
VERIFICA SUL CAMMINO AVVIATO
Passiamo la giornata ad Altino, dove celebriamo l’Eucarestia alle 11.
Pranzo di condivisione, stiamo insieme come una grande famiglia, gustiamo il senso della comunità.
Dopo questo cammino, tre tabelloni ci aiutano a riepilogare…
Cosa butto via
Abbiamo capito che possiamo fare a meno di cosa? Quali atteggiamenti, idee, azioni, paure possiamo abbandonare? Di quali pesi inutili ci disfiamo?
Abbiamo capito che possiamo fare a meno di cosa? Quali atteggiamenti, idee, azioni, paure possiamo abbandonare? Di quali pesi inutili ci disfiamo?
l’egoismo (6)
l’ignoranza
la fretta
l’essere cocciuto
la frenesia
il poco impegno nelle cose
la falsità (2)
l’avarizia
i brutti ricordi
sigarette
macchina di Luca Maria, ciuccio, pannolino
tentazioni
la superficialità (4)
l’indolenza
condizionamenti consumistici, consumismo (3)
preoccupazioni (2)
le paure (2)
indifferenza
vanità
cattiveria
gli sprechi (3)
l’apparire (3)
l’arroganza/prevaricare
il superfluo (3)
le cose non essenziali
l’impazienza di ottenere tutto subito
la violenza
timore di dire quello che penso o di disturbare
incomprensioni
ipocrisia
la diffidenza
l’ignoranza del saper tutto
il troppo denaro
i condizionamenti
la Chiesa che non riesce a stare ai tempi
un po’ di egocentrismo, superbia
diffidenza
troppo lavoro (un pochino!)
Cosa lascio lì
C’è qualcosa che mi interpella ma ancora non mi sento di decidere, vorrei ma non sono ancora pronto o preparata, per adesso lo lascio lì, magari in futuro…
C’è qualcosa che mi ha interpellato, mi ha dato degli spunti per il prossimo futuro, sentieri aperti …
la fede in maniera più attiva e concreta
serenità e tranquillità del vivere
qualche attività nel sociale
sono in grossa difficoltà
bilancio familiare, bilancio di giustizia (3)
crescita professionale
avere un figlio
vivere il matrimonio attivamente nella comunità
indirizzare i figli nelle loro scelte
creare una vera e propria famiglia
solidarietà
la presenza di Dio
le attività della comunità parrocchiale (2)
le brave persone che ho conosciuto
preti e fede (3)
l’amicizia che continuerà tra noi conosciuti al corso
proseguire la formazione
condividere con la comunità, le mie gioie e dolori… (2)
volontariato (3)
maggiore disponibilità all’aiuto del prossimo
credere in qualcosa di non terreno
educazione di un figlio
ricerca di Dio
letture di tanti libri per approfondimento
la diversità e la semplicità di vivere
Cosa mi porto a casa
Ecco, questo è ciò che davvero ci portiamo a casa. Quanto ho capito, accolto, fatto mio, quanto abbiamo fatto nostro. Ciò di cui ci sentiamo più ricchi. Ma anche ciò che ci sentiamo chiamati a coltivare, a non lasciare a se stesso, valori buoni da capire fino in fondo, esperienze positive da ripetere.
Ecco, questo è ciò che davvero ci portiamo a casa. Quanto ho capito, accolto, fatto mio, quanto abbiamo fatto nostro. Ciò di cui ci sentiamo più ricchi. Ma anche ciò che ci sentiamo chiamati a coltivare, a non lasciare a se stesso, valori buoni da capire fino in fondo, esperienze positive da ripetere.
tanta gioia per aver incontrato belle persone con la voglia di far sul serio!
l’amicizia di nuove persone (7)
la piena responsabilità sul matrimonio
le opinioni e i punti di vista degli altri
le testimonianze
l’amicizia creata con alcuni compagni
l’amore più rinforzato per il mio compagno
l’Elisa
la curiosità
la convinzione della scelta fatta
maggiore senso di responsabilità
la consapevolezza che nel matrimonio è fondamentale la presenza di “LUI”
crescita personale
Mauro
confronto
tenacia
la condivisione di esperienze con altre coppie (2)
l’idea di un progetto nuovo
l’apertura alla comunità
un po’ più consapevole fede ed una maggiore apertura ad essa
un consapevole impegno e gioia per il resto della mia vita
mia moglie (2)
più fede (2)
più voglia di sposarmi
un piccolo avvicinamento alla fede da approfondire
il vero senso del sacramento “matrimonio”
la consapevolezza più forte di intraprendere una nuova vita di coppia e di famiglia
una riflessione utile
un rafforzamento delle mie convinzioni
dei punti di riferimento
l’aver capito l’importanza del matrimonio
“apertura mentale”
esperienza
scelta consapevole di vita di coppia
voglia di creare una mia famiglia
aver condiviso il matrimonio con questa bella compagnia, pura vita a tutti
Chi siamo
Citazione
Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo.
—
Senza crisi non ci sono sfi de, senza sfi de la vita è routine, lenta agonia. Senza crisi
non c’è merito. È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora. Parlare di crisi
è creare movimento, adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. L’unica
crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.


