In città una vita lieve o pesante?
Commenta Articolo di Maria Paola Scaramuzza sulla Festa del Creato 2006. Tratto da Gente Veneta , no.36 del 2006
C’è una ricetta che la Pastorale diocesana per gli Stili di Vita propone in questi giorni alla città; una ricetta che non serve a riempire stomaci abituati troppo spesso a cene “pesanti”, ma che prepara un pasto nutriente e “lieve”, a base di un unico ingrediente: «La manna, che è il segno del non accumulo», spiega il responsabile della pastorale don Gianni Fazzini, annunciando il simbolo biblico che accompagna questa terza edizione della Festa del Creato.
Tra le dimostrazioni e le iniziative che nel pomeriggio di domenica 1° ottobre campeggieranno nella zona dell’arena presso il Parco della Bissuola, la manna sarà anche protagonista di uno stand, quello tenuto dai frati del Terz’ordine francescano. Anche gli altri spunti di riflessione che verranno proposti nel corso della giornata andranno sotto il segno della “Lievità”, che è il tema centrale della festa. «Ormai sappiamo quali sono le idee che si possono mettere in pratica per avere uno stile di vita più sostenibile; ma dobbiamo avere la forza di entrare nel quotidiano. Si può provare a parlare di questo con qualche altra famiglia o con qualcuno che ha questa sensibilità, da soli non ce la si fa – spiega don Fazzini – dentro alle persone ci sono già delle possibilità, occorre chiacchierare insieme, e poi darsi un appuntamento un mese dopo per raccontarsi come è andata».
Il mirino della Festa del Creato è puntato dunque, quest’anno, alla vita di tutti i giorni: ma quale vita, quella delle mattinate perse nel traffico, delle spese settimanali dove in un’ora tocca riempire tre carrelli, della cura della casa quando si ritorna stanchi la sera, mentre i bambini ascoltano insieme tv, stereo e playstation e per preparare la cena non resta che strizzare l’occhiolino al freezer? Sono ancora tante le famiglie che hanno a cuore la salute propria e della Creazione, ma non sempre sono convinte di tutte le soluzioni proposte. E in mezzo c’è anche chi dice: «Lo stile di vita che vogliamo viene da Gesù Cristo, Lui basta, e insegna a non sprecare e ad avere rispetto degli altri e del Creato».
Ma sullo sfondo il problema resta: come invertire una rotta pesante conquistandone una di più lieve? «Questo è il nostro obiettivo – spiega don Fazzini – c’è una dimensione materiale che può essere raggiunta da una spirituale, e c’è una carica di fede che può mettersi dentro ai problemi concreti della città, e delle persone. Quest’idea di forma lieve – continua don Gianni Fazzini – viene proprio dal fatto che dev’essere affidata alla quotidianità. Il volontarismo da solo non sta in piedi, è il confronto che funziona, anche con l’aiuto della Pastorale diocesana e dei Bilanci di Giustizia, che si rendono disponibili». E mentre gli irriducibili del pane fatto in casa e del risparmio energetico già hanno messo in pratica idee e iniziative, anche per chi si è finora arreso alle abitudini “pesanti” in casa e in città, la giornata di domenica può offrire spunti e materiale…
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