Una difficile sobrietà

Il documento della comunità del monastero di Camaldoli di Arezzo che descrive la sentita esigenza di sobrietà e la sua possibilità di essere attuata.

MONASTERO DI CAMALDOLI

UNA DIFFICILE SOBRIETA’

1- Trasformazioni economiche e sfide sociali spirituali

Il Capitolo generale si è sentito sollecitato ad affrontare il tema della sobrietà in termini più complessi e con esigenze e prospettive più ampie e più cogenti.
Nelle società opulente l’idea di sobrietà sembra non avere casa, mentre peraltro continuano ad abitarvi isole sempre più crescenti di autentica povertà che non possono non esigere la nostra attenzione; e il fatto stesso che alcune nostre comunità si situano laddove la povertà anche più radicale è condizine comune ci costringe a non trascurare questo orizzonte come riferimento con cui valutare l’autenticità della nostra vita e della nostra fraternità. Questi dati ci spingono a ripensare la comprensione chhe le nostre comunità hanno di se stesse, del loro stile di vita e delle relazioni con le diverse società umane in cui vivono.
Si impone un modo di concepire e vivere la povertà e la solidarietà, in cui la ricerca spirituale e l’ascolto dell’”oltre” diano nuovo respiro a un autentico umanesimo cristiano, radicato nella storia e aperto al mistero di Dio…

2-Tracce per un cammino di sviluppo

Ecco come la comunità del monastero di Camaldoli ha pensato di articolare in 8 punti il proprio cammino verso la sobrietà:

1-prestare attenzione a un oculato contenimento di ogni eccesso, non solo economico, ma anche relazionale;
2-utilizzare energia rinnovabile;
3-adottare la raccolta differenziata dei rifiuti
4-finanza etica:seguire procedure di investimeno corrette dal punto di vista etico e finanziario
5-consumo critico: negli acquisti, tenere presente i criteri di sostenibilità e solidarietà
6-boicottaggio consapevole verso aziende aziende che non garantiscono la dignità del lavoro, il rispetto dei diritti umani e la salvaguardia dell’ambiente
7-rendere più efficaci i fondi a sostegno di iniziative di promozione economica e sociale nei paesi in via di sviluppo
8-promuovere un’educazione appropriata dei propri membri e degli altri verso queste nuuove sensibilità attraverso gli strumenti culturali e di comunicazione di cui ciascuna comunità dispone, come pubblicazioni proprie, diffusione di materiali idonei nelle proprie librerie, ecc…

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“Beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli”‘. Questa beatitudine non significa andarsi ad aggiungere ai tanti poveri che la società ha creato! Gesù non vuole che noi diventiamo poveri, ma vuole che noi eliminiamo la povertà! Vuole che i “poveri per lo Spirito”, cioè tali per una decisione volontaria, eliminino la radice dell’ingiustizia e abbassino il proprio livello di vita per permettere ad altri di innalzarlo; questi sono beati perché Dio si prende cura di loro. — p. Alberto Maggi

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